Gli inconvenienti che si possono presentare nel divezzamento

L'introduzione precoce dell'alimentazione complementare nel neonato può causare:

- sovraccarico renale di soluti con produzione di iperosmolarità plasmatica;

- sviluppo di allergie alimentari;

- effetti dannosi causati da alcuni componenti dell'alimentazione complementare: il saccarosio, usato frequentemente, ad esempio, abitua il bambino agli alimenti dolci, facilita lo sviluppo di carie e può portare ad uno squilibrio nutrizionale relativo all'elevata frequenza di alimenti dolcificati. Alcuni tipi di verdure, che possono contenere elevate concentrazioni di nitrati, sono un altro esempio di alimento che può risultare dannoso se introdotto precocemente, in quanto il neonato, fino ai 4 mesi, non ha ancora sviluppato i meccanismi di detossificazione;

- incremento del rischio di manifestazione della celiachia, in individui predisposti, a causa di un'introduzione precoce dei cereali contenenti glutine;

- problemi derivanti dalla possibile nocività di additivi e contaminanti presenti nel "beikost".

 

Come scoprire le difficoltà digestive del bambino?

I sintomi che indicano una scarsa accettazione dei nuovi alimenti introdotti, si possono diagnosticare tramite osservazione delle feci:

- feci fermentate di colore chiaro e dall'odore acre, indicano intolleranza ai carboidrati, soprattutto amidi e disaccaridi;

- steatorrea o feci grasse di consistenza morbida, colore chiaro e dall'aspetto lucido, indicano intolleranza ai lipidi, ma anche al glutine;

- feci putrefattive, semiliquide, scure, sono indicative di intolleranza alle proteine nella carne.