Sei vorace? Ingrasserai!
La voracità fa ingrassare. Riempirsi di bocconi a gran velocità è stato considerato, potenzialmente, un fattore dell'aumento di peso; anche se in merito i risultati sono ancora controversi. Tale conclusione deriva da uno studio da cui si ricava la seguente tesi: ad un’accelerazione della manducazione corrisponde un aumento assoluto della quantità di cibo introdotto. Meglio andarci piano e gustarsi i cibi, quindi. L'analisi delle tecniche per abbassare significativamente la velocità di alimentazione, - come fermarsi, magari rimettendo la forchetta al suo posto, fra un boccone e l’altro-, tagliare il cibo in porzioni piccole e dunque allungare il tempo di masticazione, ha però dato risultati non unanimemente accettati.
Il lavoro comparso sul Journal of the American Dietetic Association ha preso in esame due parametri oggettivamente misurabili: la velocità della manducazione e il livello d’obesità. In particolare, si è cercato di stabilire un rapporto tra l'auto-valutazione della velocità del pasto e l’indice di massa corporea in un gruppo di donne tra i 40 e i 50 anni della Nuova Zelanda. Le partecipanti, in tutto 2.500, sono state selezionate su base stocastica dalle liste elettorali. Il 66% ha risposto all'invito, compilando il questionario sulla velocità di consumo del pasto, le condizioni generali di salute, l'attività fisica, lo status menopausale, l'altezza e il peso. Dopo la correzione per l'età, lo status di fumatore e altri fattori, l’indice di massa corporea ha presentato un incremento del 2,8% in modo statisticamente significativo per ogni aumento di categoria di velocità di consumo degli alimenti: molto lenta, lenta, media, veloce e molto veloce.
L'auto-valutazione della velocità del pasto è risultata associata all'indice di massa corporea in modo statisticamente significativo. Stando ai ricercatori, il prossimo step dovrà essere la valutazione di interventi ad hoc per ottenere diminuizioni rilevanti della rapidità di manducazione.






